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Sport 1000
2500 GT Corsa
2500 GT - GTS

ATS – LA NOSTRA STORIA

La casa costruttrice ATS (acronimo di Automobili Turismo e Sport) fu fondata nel 1962 dall’ Ingegner Carlo Chiti con la collaborazione di Romolo Tavoni e di Giotto Bizzarrini. Assieme ai 3 uomini di spicco, tutti i tecnici del reparto corse F1 della Ferrari che raccoglieva vittorie su vittorie nel campionato del Mondo dell’epoca, in diretto dissenso con il pensiero di Enzo Ferrari, costituirono questo nuovo progetto nel tentativo di opporre una concorrente italiana alla Scuderia Ferrari, unitamente al sostegno finanziario del Conte Giovanni Volpi, ricco imprenditore veneziano, gia’ proprietario della Scuderia Serenissima e gia’ cliente di Ferrari.

Nel 1963 la ATS Esordì con 2 monoposto al Gran Premio del Belgio con alla guida il campione del Mondo Phil Hill e con Giancarlo Baghetti, il miglior talento italiano del periodo. Entrambi si ritirarono per problemi alla trasmissione e tutto il campionato non fu purtroppo dei piu’ esaltanti in termini di risultati a causa della costante mancanza di fondi per lo sviluppo di un auto che era nata con le buone credenziali per diventare, grazie a Chiti, il riferimento sportivo per gli anni futuri.

Nel Marzo dello stesso anno fu presentata al Salone Internazionale di Ginevra anche la coupé stradale 2500 GT costruita in due versioni. Progettata da Chiti e Bizzarrini fu disegnata da Franco Scaglione e assemblata da Allemano. La 2500 GT con carrozzeria in acciaio e motore V8 di 2,5 litri derivato dalla F1 era accreditato di 210 cv mentre la “GTS” era la versione alleggerita da 750 kg con carrozzeria in alluminio e potenza del motore portata a 245 cv. Entrambe le version avevano il telaio in tubi di acciaio e per la prima volta al Mondo una vettura sportiva stradale coupe’ aveva il motore installato in posizione posteriore centrale.

La 2500 GT fu prodotta come la “Tipo 100? per contrastare la Ferrari che disponevano del solo motore anteriore. Nonostante la sua linea accattivante che ottenne molti consensi e le sue qualità dinamiche, pur disponendo della futuristica disposizione degli organi meccanici che inspiro’ tutti i piu’ grandi costruttori del Mondo, a causa della nota mancanza di ulteriori finanziamenti da parte del Conte Volpi, fu realizzata in meno di 15 esemplari realmente completati che oggi sono contesi da collezionisti di tutto il Mondo.

Nel 1964, dopo soli 2 anni, a seguito dei dissensi interni tra finanziatori e tecnici, la ATS chiuse sfortunatamente i battenti ma con la soddisfazione di aver racchiuso sotto un solo nome le migliori menti automobilistiche italiane del tempo, che sucessivamente aiutarono a creare e consolidare nomi prestigiosi; dalla Lamborghini alla Autodelta, dalla Iso alla Bizzarrini, dalla Alfa Romeo fino alle scuderie di F1 degli anni 80.
ATS è passato alla storia come un piccolo marchio che contribuì a cambiare la storia dell’auto sportive Italiana e non solo.

 
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